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sabato 18 aprile 2009

eTwinning, un'occasione per guardare più in là.




Ed eccomi qui a fare un altro piccolo tuffo in Real Life per parlare di un'esperienza molto bella che vorrei condividere con i docenti che mi leggono.
Avrete sentito parlare del programma eTwinning , una comunità di scuole europee che realizza gemellaggi elettronici tra classi di studenti. Al momento ci sono oltre 5000 progetti registrati.
Immaginate la mia gioia quando ho saputo di essere stata selezionata per partecipare alla conferenza eTwinning a Roskilde in Danimarca?



E' stata una bella esperienza!

Sono arrivata con una idea precisa, quella di trovare scuole molto spinte sulla tecnologia come possibilità di connessione forte e regolare degli studenti mediante videoconferenze, mondi virtuali, lavagne multimediali connesse tra loro ecc

Ma casualmente sento un collega che parla spagnolo e non resisto alla tentazione di fare un po’ pratica di lingua.
il collega mi parla della sua scuola a Ceuta, ultimo lembo d'Europa e geograficamente già Africa.
Mi parla di studenti poveri, privi di pc, di studenti a stragrande maggioranza musulmani, di ragazze velate senza senso del futuro.
penso ai miei studenti ricchi, viziati, così trendy e mi lascio affascinare dalla possibilità di mettere in contatto due mondi.
Tutto quello che avevo preparato va in frantumi in pochi minuti.
Mi viene da pensare che la flessibilità, la capacità di sognare, di lasciarsi affascinare da un'idea, di cogliere al volo uno stimolo sono necessarie.
che è necessario riflettere sulle differenze, sui contrasti, lavorare su essi anziché ignorarli, schivarli e dire "è tutto ok".


Tiriamo dentro alla nostra nascente collaborazione anche un collega danese, appassionato di storia vikinga e osserviamo che le nostre tre scuole hanno un tratto comune: la presenza del mare.



Penso che questo programma sia una grande occasione per gli insegnanti di scienze in modo particolare.
Dopo la fase iniziale in cui viene spontaneo pensare a un progetto che permetta di conoscersi a vicenda, confrontare cioè le abitudini e le culture (si pensi ai tanti progetti del tipo “che cosa mangi?”) si capisce che è proprio l’ambito della scienza quello in cui le differenze linguistiche ed i differenti modi di vivere contano meno.
La scienza da un lato possiede una sorta di linguaggio universale di suo, dall’altro consente attività pratiche e concrete legate ai problemi del mondo reale, realizzabili nei diversi paesi in modo identico o a scelta può consentire un approccio che porta ad osservare localmente i diversi effetti di uno stesso fenomeno globale.
E’ il caso del Global Warming, argomento centrale del convegno e tema di grande attualità e di grandi potenzialità formative che può essere osservato nei diversi paesi nei suoi effetti locali che possono variare da siccità ad alluvioni a ridimensionamento o slittamento dei ghiacciai ad erosione o avanzamento del mare ma questo studio locale, seguito da un lavoro di condivisione e confronto, porta a un risultato globale.
E studiare scientificamente questi effetti porta gli studenti ad acquisire l’abitudine ad affrontare in modo razionale i problemi di attualità e a formarsi come cittadini eco consapevoli.

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